Tulsy: il marketplace che mette ordine nei tool SaaS
Un solo posto per scoprire software, licenze e strumenti online. Costruito metà a codice, metà con l'AI.
- Anno
- 2026
- Design e sviluppo
- Quinck
Il problema
Cercare un tool SaaS oggi vuol dire aprire dodici schede aperte: una discussione su Reddit del 2022, un articolo di comparazione che in realtà è affiliate marketing, tre video su YouTube, la pagina prezzi di qualcuno che nel frattempo ha cambiato piano. Alla fine si sceglie lo strumento che comunica meglio, non quello che serve.
Tulsy nasce dal lato opposto del problema. Davide Longo aveva visto la stessa dispersione da due punti di vista che di solito non si parlano: gli utenti che perdono tempo tra fonti frammentate, e le aziende che quel tempo lo pagano in visibilità mancata. Non un altro sito di recensioni, ma un punto unico dove la domanda e l'offerta di software si incontrano davvero: chi cerca resta focalizzato, chi vende ha una vetrina.
Come l'abbiamo risolto
Il portale tiene insieme tre ruoli con viste e permessi diversi. L'utente si registra, cerca per parole chiave (ogni ricerca incrocia tag, titoli e descrizioni), filtra per categoria, salva i preferiti, lascia recensioni e poi esce verso il sito ufficiale per l'abbonamento: Tulsy non trattiene la transazione, la indirizza. L'azienda si registra in autonomia, carica uno o più prodotti, paga in piattaforma un abbonamento per ciascuno, legge la reportistica su click e traffico generato e può chiedere una consulenza per promozioni dedicate. L'amministratore sta nel mezzo: approva le candidature, chiede integrazioni, rifiuta, e guarda le statistiche di alto livello su cosa le persone cercano davvero.

Sotto c'è React 19 con Vite 7 e Tailwind CSS v4 sul front-end, un backend in Hono con Zod OpenAPI, PostgreSQL con Drizzle ORM. La scelta che conta però non è nell'elenco: contratti API tipizzati e uno schema dati dichiarato in un posto solo sono esattamente ciò che manca ai prototipi messi insieme in fretta, ed è il punto in cui si spaccano quando arriva la ventesima funzionalità.
Il prototipo è la parte facile. È l'ultimo trenta per cento che decide se lanci.
Per questo Tulsy è stato costruito metà a codice e metà con l'AI, e non a caso in quest'ordine. Il lavoro su Replit ha coperto terreno in fretta dove il problema era noto: viste, form, impalcatura. Gli interventi a mano sono andati dove il prodotto deve reggere nel tempo: modello dati, contratti, flussi di approvazione, pagamenti. Il risultato è un MVP che si può mantenere nel tempo.
E un MVP non è un prodotto a metà: è un prodotto ridotto alla domanda a cui deve rispondere. Qui la domanda è se le aziende sono disposte a pagare per stare in questa vetrina. Abbonamenti, reportistica e moderazione sono in piattaforma dal primo giorno, quindi la risposta arriva dal mercato invece che da una slide.
DEEP DIVE TECNICO
Front-end in React 19, Vite 7 e Tailwind CSS v4; backend in Hono (Node.js) con Zod OpenAPI per contratti API tipizzati; database PostgreSQL con Drizzle ORM. La parte interessante è il metodo: Tulsy è nato da un approccio ibrido, mescolando sviluppo a codice e lavoro su Replit, arrivando a un prodotto completo e funzionale senza dover scegliere tra velocità e solidità.
Stack: React 19, Vite 7, Tailwind CSS v4, Hono (Node.js), Zod OpenAPI, PostgreSQL, Drizzle ORM, Sviluppo ibrido: codice e Replit
DEEP DIVE TECNICO
Front-end in React 19, Vite 7 e Tailwind CSS v4; backend in Hono (Node.js) con Zod OpenAPI per contratti API tipizzati; database PostgreSQL con Drizzle ORM. La parte interessante è il metodo: Tulsy è nato da un approccio ibrido, mescolando sviluppo a codice e lavoro su Replit, arrivando a un prodotto completo e funzionale senza dover scegliere tra velocità e solidità.
Stack: React 19, Vite 7, Tailwind CSS v4, Hono (Node.js), Zod OpenAPI, PostgreSQL, Drizzle ORM, Sviluppo ibrido: codice e Replit
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